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Palificata
a parete doppia
È una struttura in tronchi disposti, in livelli sovrapposti, perpendicolarmente uno all’altro a formare una “gabbia” di contenimento per il materiale inerte di riporto ed il materiale vegetale vivo.
Presenta due pareti di cui una esterna, frontale, ed una interna, a contatto con il substrato, parallele ed inclinate con valore massimo di circa 60° rispetto all’orizzontale (valori maggiori di inclinazione non permettono la captazione dell’apporto minimo di acque meteoriche indispensabili alla vegetazione).
Viene inserita alla base di scarpate e pendii franosi sia naturali che in ambito stradale e ferroviario, anche in presenza di spinte interne che comunque devono essere valutate e compatibili con i limiti funzionali della struttura stessa, solitamente la profondità (larghezza) della “gabbia” non è superiore a 2÷2,5 m.
Posta al piede delle aree soggette a dissesto, con la sua massa si contrappone ai movimenti gravitativi, blocca le masse a monte, favorisce il drenaggio svolgendo nel complesso azione stabilizzatrice e di consolidamento e può costituire base per ulteriori interventi di Ingegneria Naturalistica.
Lo stesso materiale vegetale vivo, una volta attecchito e sviluppato, svolge nel tempo un’efficientissima azione di consolidamento, mediante l’apparato radicale, e di drenaggio, mediante la traspirazione fogliare, sostituendo nella funzionalità la struttura lignea destinata a decomporsi.
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